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Il Maggio in Maremma

IMG_2246Nella notte del 30 aprile nelle campagne della Maremma Toscana potete sentire i “canti cerimoniali di questua” dei “Maggerini”.

Antico rito legato al culto degli alberi e dei riti agresti. E’ l’augurio alla fertilità e ad un buon raccolto, è un inno alla vita, alla rinascita, alla condivisione.

I Maggerini li riconosciamo subito hanno grandi cappelli di paglia pieni di fiori e nastri colorati, sono armati di fisarmoniche e chitarre, un fazzoletto rosso al collo, abiti colorati, cantano canzoni in ottava rima.

Ogni squadra è composta da minimo cinque o sei persone, ma le squadre possono contare anche più di venti persone, c’è il “Poeta” che chiede il permesso al contadino di poter entrare in casa per cantare il Maggio, c’è “l’Alberario” che porta l’albero del Maggio, un bastone o un ramo di alloro vestito di nastri colorati, c’è il “Corbellaio”, il corbello in maremma è un grosso cesto dove i Maggerini raccolgono i doni dei contadini, tutte queste figure cantano in ottava rima:

A tutti voi lo chiedo il permesso
Per me e per i miei compagni tutti quanti
E nel vostro cuore io ci vedo
Che di sentir cantar sarete amanti;
se ci date il permesso come credo
noi vi farem sentire i nostri canti
vi canteremo il maggio e si va via
lasciandovi nel cuore l’allegria.

Questo è il canto del “Poeta”, ogni squadra ha il suo. Poi ci sono i “Musicisti” che suonano fisarmoniche e chitarre e accompagnano i canti dei “Cantori” che sono la vera anima della squadra, coloro che tengono viva questa bellissima tradizione.

Spesso, nei poderi visitati, la squadra trova un altro Poeta e si salutano improvvisando in ottava rima.

I doni ci sono, perché quella notte si aspetta il loro arrivo, uova, pane, baccelli, salumi e sicuramente un buon bicchiere di vino perché “cantare“ rende la gola secca e l’acqua non basta per brindare alla nuova vita che avanza.

Poi il “Corbellaio” saluta e suonando vanno a trovare un’altra casa, questo per tutta la notte.

Di questa squadra sono un componente
Anch’io il mio dovere voglio fare
Anche se arrivo tardi non fa niente
Ma del buon cuore debbo ringraziare
Di quanto avete dato è sufficiente
Che meglio di così ‘un potevi fare
Vi devo fare i miei complimenti
Vi dico grazie ancora e siano contenti.

Ma se non avete un podere dove lasciare le luci accese per far capire che li state aspettando durante la notte, li potete vedere nel pomeriggio del primo maggio a Braccagni, borgo a tredici chilometri dalla capitale della Maremma, Grosseto, sotto l’ombra di Montepescali, paese medievale chiamato anche “balcone della Maremma”. Qui in località “Parco di San Rocchino” si ritrovano tutte le quadre, quest’anno sarà la XXIV edizione della “Rassegna di Canti del Maggio”, potrete ascoltare i Poeti estemporanei, i Maggerini, Cantanti folk e Menestrelli che provengono da tutta la Provincia e anche oltre.

Ma come cresce questa tradizione nelle anime nuove? il mio “Maggio” da otto anni lo passo a Istia d’Ombrone con dei Maggerini d’eccezione.

Da Grosseto verso Scansano incontriamo un piccolo borgo, affacciato sul fiume Ombrone, con un bellissimo Cassero medievale che apre il suo cuore attraverso un arco, si narra che i Templari siano passati da qui, leggende di fantasmi abitano le sue mura , sono fantasmi gentili che proteggono i suoi concittadini.

Il 30 aprile, non importa quando cade, può essere di sabato o di domenica, non importa non si può rimandare, nel pomeriggio i bambini dell’asilo comunale formano una squadra di Maggerini.

Luciana e Domenico, questi sono i nomi degli insegnanti che da tantissimi anni fanno vivere questo rito tradizionale ai loro bambini e alle loro famiglie, tutto il Paese aspetta questo momento.

Salutare la vita nuova con i nostri figli ha un grande significato, trasmettiamo qualcosa di noi e della nostra storia, per poi sperare che loro, domani, faranno altrettanto.

Nel pomeriggio, siamo tutti nella piazza di Istia d’Ombrone, i bimbi hanno cappelli pieni di fiori e nastri, tutti hanno al collo il fazzoletto rosso. Il primo saluto si fa in piazza, i doni sono la merenda che le donne del paese preparano per i piccoli Maggerini, bambini e adulti cantano insieme “il Maggio” per ringraziare la nuova stagione, poi si parte, ci aspettano i poderi dove il rito si rinnova.

Non importa se quel giorno c’è il sole o piove, nulla ci spaventa la primavera e la vita è arrivata e noi la salutiamo.

I bambini raccolgono papaveri e li regalano alle bambine, un segreto nel loro grande cuore, l’amore che nasce.

Ad ogni podere troviamo un banchetto che ci accoglie, anch’io ho avuto la fortuna di ospitare questa fantastica squadra a casa mia, l’emozione è grande nell’aspettare l’arrivo dei piccoli bambini, con i loro colori, con i loro canti imparati durante l’anno, facciamo tutti festa, accompagnati dalla chitarra e fisarmonica dei Nonni.

Anche noi siamo parte integrante della squadra, abbiamo i cappelli, i nastri siamo felici di cantare e ballare con loro.

La sera torniamo ad Istia d’Ombrone per cenare tutti insieme all’aperto, ognuno di noi ha preparato una parte delle portate, importante è condividere tutti insieme, con semplicità ed allegria, aspettiamo anche i Maggerini grandi che ogni anno iniziano la loro notte venendo a cantare da noi, per salutare i piccoli Maggerini a cui un giorno lasceranno il testimone.

In Maremma la tradizione è viva nel cuore di tutti, la Maremma è fatta di gente abituata a coltivare la terra, che ogni giorno sconta le avversità di una terra dura, ancora selvaggia, una terra da conquistare come una bella donna.
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